Dopo oltre 20 anni di esperienza vissuta in Perù, lavorando sul territorio e accompagnando tantissimi viaggiatori, abbiamo scelto di privilegiare gli itinerari che partono – dopo l’arrivo a Lima – direttamente da Cusco. Il motivo principale? Abbiamo constatato in tanti anni e in tanti viaggi che il rischio di soffrire di mal d’altitudine (“soroche” in Perù) è leggermente più basso arrivando direttamente a Cusco in aereo che arrivandoci a tappe (Lima, Paracas, Nasca, Arequipa, Canyon del Colca, Puno), come altri consigliano.

Cos’è il mal d’altitudine o “soroche”?

È una condizione temporanea che può comparire oltre i 3.000 metri di quota. I sintomi più comuni sono mal di testa, senso di pesantezza, stanchezza e disturbi digestivi. Nella stragrande maggioranza dei casi i sintomi sono lievi e temporanei. Con alcune semplici precauzioni — riposo, alimentazione leggera, molta acqua e mate di coca, niente alcol — il corpo si adatta naturalmente e rapidamente. Basta lasciare fare al corpo il proprio lavoro! I sintomi tendono a comparire 2-3 ore dopo l’arrivo in quota e scompaiono nel giro di poche ore. Nel 99% dei casi, la mattina dopo si è già in grado di affrontare le attività previste, con il giusto ritmo.

Perché Cusco subito e non alla fine?

Nella maggior parte dei nostri viaggi si atterra direttamente a Cusco, a circa 3.400 metri, e si rimane lì per i primi giorni, proprio per permettere al corpo di acclimatarsi senza stress. Seguendo i consigli che diamo ai nostri viaggiatori, i problemi legati all’altitudine sono rarissimi. Arrivare subito a Cusco equivale quasi a una forma di “vaccinazione” naturale: ci si adatta da subito all’altezza, il corpo si abitua e il resto del viaggio lo si affronta già acclimatati, con più serenità.

Il falso mito del “salire a tappe”

Molti credono che arrivando ad Arequipa ci si adatti all’altitudine e che quindi poi si sia più preparati per le tappe successive. Il “problema” è che il corpo inizia realmente ad adattarsi all’altitudine a partire dai 3.000 metri, ed Arequipa si trova “solamente” a 2.300 metri. Inoltre, nella tappa successiva ad Arequipa – il Canyon del Colca – si arriva a un passo a oltre 4.900 metri, con il rischio di affrontare questo passo di montagna proprio quando il corpo non è ancora pronto.

Un altro vantaggio

Cusco non è solo un punto geografico: è un mondo a parte, dove il passato Inca convive con la vita andina contemporanea. Iniziare da qui significa immergersi subito nel cuore autentico del Perù: un impatto culturale forte fin da subito che permette di vivere con altri occhi e più consapevolezza il resto del viaggio.

I nostri consigli In ogni caso, questi sono i nostri suggerimenti e consigli: potete scegliere voi liberamente il giro che volete fare, se orario (partendo da Cusco) oppure antiorario (con Cusco come ultima tappa del viaggio). Scriveteci per preparare assieme il vostro programma su misura!


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